Aree di intervento
Interveniamo nei casi di responsabilità sanitaria che compromettono il percorso terapeutico: dagli errori diagnostici e chirurgici alle infezioni ospedaliere e terapie inappropriate.
Assistiamo pazienti e famiglie nelle aree più critiche — ostetricia e ginecologia, pronto soccorso e gestione farmacologica — per accertare le negligenze e ottenere il giusto risarcimento.
ERRORI DIAGNOSTICI
La diagnosi rappresenta il momento fondamentale del percorso di cura. Un omissione in questa fase può compromettere irrimediabilmente le possibilità terapeutiche e la prognosi del paziente.
Diagnosi omesse o tardive: Quando i segni e i sintomi vengono sottovalutati o gli esami necessari non vengono prescritti tempestivamente, il paziente subisce un ritardo diagnostico che può aggravare la patologia o rendere irreversibili danni altrimenti evitabili.
Errata interpretazione degli esami: Refertazioni radiologiche, istologiche o di laboratorio chimico-fisico incomplete possono condurre a diagnosi errate con conseguenti trattamenti inappropriati.
Mancata prescrizione di accertamenti: L'omessa richiesta di esami diagnostici essenziali può comportare un errato inquadramento clinico e costituisce una grave negligenza professionale.
Mancato riconoscimento di segni patologici: L'incapacità di cogliere segni clinici evidenti o di correlare sintomi chiaramente indicativi di una patologia rappresenta un difetto di perizia.
ERRORI CHIRURGICI
L'attività chirurgica richiede elevata competenza tecnica, accurata pianificazione pre-operatoria e scrupolosa gestione post-operatoria. Gli errori in ambito chirurgico hanno spesso conseguenze devastanti e permanenti.
Chirurgia ortopedica: Artoprotesi d'anca e ginocchio mal posizionate, mobilizzazioni protesiche precoci, infezioni post-impianto, osteosintesi inadeguate, errata dimensione e forma dei dispositivi impiantati.
Chirurgia generale: Dimenticanza di garze e strumenti nel cavo addominale, lesioni iatrogene a intestino, vescica e ureteri, deiscenze anastomotiche, emorragie e peritoniti evitabili.
Chirurgia oncologica: Exeresi incomplete con recidive precoci, inadeguato staging, mancata prosecuzione dell'iter diagnostico-terapeutico post-operatorio.
Chirurgia ostetrica: Asfissia perinatale, paralisi del plesso brachiale, encefalopatia ipossico-ischemica, emorragie materne, ritardo nell'esecuzione del cesareo d'urgenza.
Chirurgia estetica: Mancato raggiungimento del risultato concordato, cheloidi, cicatrici ipo-ipertrofiche, complicanze funzionali.
Consenso informato: Acquisizione invalida per incompleta informazione su diagnosi, opzioni terapeutiche e prognosi, che determina una lesione del principio di autodeterminazione del paziente.
INFEZIONI NOSOCOMIALI
Le infezioni correlate all'assistenza, contratte nel periodo del ricovero, rappresentano una complicanza grave prevenibile. Le strutture sanitarie hanno l'obbligo giuridico di implementare protocolli rigorosi per la prevenzione.
Infezioni del sito chirurgico: Causate da microrganismi quali batteri, virus e miceti (Pseudomonas Aeruginosa, Klebsiella, candida ecc..) che si manifestano entro pochi giorni dal trattamento o, come nella protesizzazione, a distanza di più tempo.
Sepsi post-operatorie: Infezioni sistemiche gravi con potenziale evoluzione in shock settico e insufficienza multiorgano.
Infezioni respiratorie e da dispositivi: Polmoniti nosocomiali correlate a ventilazione meccanica, infezioni da cateteri venosi e vescicali.
Infezione da COVID-19: Contrazione durante il ricovero per inadeguatezza dei protocolli di isolamento e protezione individuale.
ERRORI TERAPEUTICI E FARMACOLOGICI
Terapie inappropriate: Somministrazione di farmaci controindicati, mancata considerazione di allergie note, dosaggio e posologia errate
Omesse profilassi: Mancata attuazione di profilassi antibiotica pre-operatoria, inadeguata profilassi antitrombotica in pazienti a rischio con conseguenti eventi tromboembolici.
Ritardi terapeutici: Tardiva somministrazione di terapie urgenti (antibiotici in sepsi, trombolisi in ictus, rivascolarizzazione in infarto) con compromissione della prognosi.
Interazioni farmacologiche: Prescrizione di farmaci con interazioni note e pericolose, mancata valutazione della politerapia in pazienti anziani o fragili.
ERRORI IN OSTETRICIA E GINECOLOGIA
Gravidanza e parto: Mancato riconoscimento di gravidanze a rischio, inadeguato monitoraggio fetale durante il periodo gestazionale e durante il travaglio, ritardo nell'esecuzione di taglio cesareo urgente, mancata diagnosi di anomalie fetali evidenziabili con ecografie morfologiche.
Patologie ginecologiche: Ritardi diagnostici in patologie oncologiche ( carcinoma al seno, cervice, endometrio, ovaio), complicanze da interventi ginecologici come isterectomia, miomectomia e chirurgia degli annessi.
ERRORI IN PRONTO SOCCORSO
Triage inappropriato: Sottovalutazione della gravità con assegnazione di codici di priorità inadeguati rispetto al quadro clinico presentato dal paziente.
Mancato riconoscimento di urgenze: Omessa diagnosi di patologie la cui evoluzione è tempo-dipendente come infarto miocardico, ictus cerebrale, embolia polmonare, addome acuto chirurgico e trauma cranico.
Dimissioni affrettate: Dimissione di pazienti con sintomatologia non completamente inquadrata o stabilizzata, senza adeguati accertamenti e senza diagnostici corretta.
Il nostro metodo
Come lavoriamo per ottenere il tuo risarcimento
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I nostri successi più recenti
La nostra esperienza pluriennale con assistenza a centinaia di pazienti vittime di malasanità ci ha consentito di ottenere significativi risarcimenti anche in fase stragiudiziale. Di seguito alcuni casi emblematici che testimoniano l'efficacia del nostro metodo e la competenza del nostro team medico-legale.
Paziente: Donna, 75 anni
Intervento: Isterectomia radicale con annessiectomia bilaterale e linfoadenectomia pelvica
Problematica: A seguito dell'intervento chirurgico, la paziente lamentava persistenti dolori addominali e sintomatologie anomale. L'esame TC addome-pelvi evidenziava la presenza di corpo estraneo radiopaco di circa 22 cm nel cavo peritoneale, riferibile a garze dimenticate durante l'intervento chirurgico.
Responsabilità accertata: Grave negligenza per dimenticanza di materiale chirurgico nel cavo addominale
Risarcimento ottenuto: €33.000 Fase stragiudiziale
Paziente: Uomo, 78 anni
Intervento: Asportazione di epitelioma della guancia sinistra in regime di day surgery
Problematica: Si verificava recidiva neoplastica precoce che rendeva necessario ulteriore intervento in regime di ricovero ordinario. La condizione clinica peggiorava notevolmente con compromissione della funzionalità oculare sinistra.
Responsabilità accertata: Imperizia per incompleta rimozione della massa tumorale durante il primo intervento
Risarcimento ottenuto: €132.000 Fase stragiudiziale
Paziente: Uomo, 40 anni
Esame diagnostico: Risonanza magnetica encefalo, cervello, tronco encefalico e massiccio facciale
Problematica: Il paziente presentava episodi ricorrenti e progressivamente più frequenti di diplopia. La prima RMN non evidenziava alterazioni patologiche. Persistendo la sintomatologia, il paziente si rivolgeva ad altra struttura dove nuova RMN certificava presenza di cordoma del diametro di 2 cm, confermato dall'esame istologico post-operatorio.
Responsabilità accertata: Errore diagnostico per mancato riconoscimento di neoformazione evidente agli esami strumentali
Risarcimento ottenuto: €23.000 Fase stragiudiziale
Paziente: Donna, 56 anni
Intervento: Isterectomia totale con annessiectomia bilaterale per utero fibromatoso menometrorragico
Problematica: Prima dell'intervento, consulenza specialistica presso Centro Trombosi indicava specifico schema terapeutico: Seleparina 0,6 ml bis in die nel post-operatorio. Alla dimissione, disattendendo le indicazioni dello specialista ematologo, veniva prescritta monoterapia con eparina calcica. Il giorno successivo ricovero in codice rosso per disturbo di circolo cerebrale, con esito in emiparesi sinistra da infarto cerebrale. La paziente non ha recuperato la piena funzionalità degli arti.
Responsabilità accertata: Negligenza e imprudenza per mancata osservazione dello schema posologico specialistico
Risarcimento ottenuto: €180.000 Fase stragiudiziale
Paziente: Uomo, 52 anni
Intervento: Rimozione di voluminoso oncocitoma del lobo tiroideo sinistro
Problematica: Alla dimissione veniva comunicato che sarebbe stato riconvocato per prosecuzione iter diagnostico-terapeutico. La struttura ospedaliera non riconvocava mai il paziente. Insorgenza di noduli polmonari multipli bilaterali e recidiva tiroidea. Necessità di numerosi cicli di radioterapia e ulteriore intervento di tiroidectomia totale.
Responsabilità accertata: Negligenza per omessa prosecuzione iter diagnostico con compromissione della prognosi
Risarcimento ottenuto: €182.000 Fase stragiudiziale
Paziente: Uomo, 41 anni
Intervento: Rimozione mezzi di sintesi e posizionamento artroprotesi totale ginocchio destro per gonartrosi
Problematica: Dopo pochi mesi deiscenza della ferita chirurgica con abbondante perdita siero-ematica. Nonostante evidente infezione protesica con grave deficit deambulatorio e dolori lancinanti, veniva eseguita solo toilette e plastica cutanea. Gli esami colturali documentavano positività al Pseudomonas Aeruginosa, patogeno nosocomiale. Nonostante ripetuti interventi di revisione, progressivo peggioramento fino a necessità di amputazione della coscia.
Responsabilità accertata: Negligenza per violazione dei protocolli di prevenzione delle infezioni nosocomiali in ambito chirurgico
Risarcimento ottenuto: €257.000 Fase stragiudiziale
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